Iniziare a fare stretching può sembrare un’impresa ardua. Esistono innumerevoli tecniche, consigli contrastanti e la fastidiosa sensazione di sbagliare sempre qualcosa. Meglio fare stretching prima o dopo l’allenamento? Quanto a lungo devi mantenere ogni posizione? È normale provare dolore?
Questa guida risponde a queste e ad altre domande. Tratteremo i fondamenti dello stretching, ti presenteremo una semplice routine che puoi iniziare oggi stesso e stabiliremo aspettative realistiche su ciò che una pratica costante può farti ottenere.
Non è richiesta alcuna esperienza precedente. Non serve una flessibilità avanzata. Solo la voglia di dedicare qualche minuto al giorno alla tua mobilità.
Perché fare stretching?
Prima di tuffarci nella tecnica, è utile capire a cosa serve davvero lo stretching.
Miglioramento del range di movimento: Lo stretching regolare aumenta l’ampiezza di movimento delle tue articolazioni. Questo rende più facili le attività quotidiane e riduce il senso di rigidità tipico di una vita sedentaria.
Riduzione della tensione muscolare: Lo stretching aiuta a sciogliere le contratture che si accumulano a causa di posture ripetitive (come stare seduti alla scrivania) o dell’attività fisica. Alleviare questa tensione si traduce spesso nel sentirsi più rilassati e a proprio agio nel proprio corpo.
Maggiore consapevolezza corporea: L’attenzione richiesta durante lo stretching sviluppa la propriocezione, ovvero la percezione della posizione del tuo corpo nello spazio. Questa consapevolezza si riflette in altre attività e può migliorare la coordinazione.
Prevenzione degli infortuni: Sebbene la ricerca su stretching e prevenzione degli infortuni sia ricca di sfumature, mantenere un’adeguata flessibilità aiuta a garantire che il tuo corpo possa sopportare gli sforzi richiesti senza sovraccaricarsi.
Riduzione dello stress: La combinazione di respirazione concentrata, movimenti dolci e momenti di tranquillità rende lo stretching una forma di rilassamento attivo. Molte persone scoprono che aiuta a gestire lo stress e a migliorare il sonno.
Una meta-analisi del 2021 ha confermato che “un minimo di cinque settimane di intervento e due sessioni settimanali sono sufficienti per migliorare il range di movimento.”1 Questo significa che puoi ottenere risultati significativi con uno sforzo modesto ma costante.
Tipi di stretching
Non tutto lo stretching è uguale. Tecniche diverse servono a scopi diversi:

Stretching statico
È quello che la maggior parte delle persone immagina quando pensa allo stretching: assumere una posizione e mantenerla per un periodo prolungato.
Come funziona: Porti un muscolo al suo massimo allungamento e mantieni quella posizione, permettendo al tessuto di rilassarsi e allungarsi gradualmente. Una meta-analisi di 19 studi ha confermato che lo stretching statico aumenta efficacemente la flessibilità dei femorali negli adulti sani.2
Durata: 30-60 secondi per esercizio sono generalmente ottimali per sviluppare la flessibilità.
Quando usarlo: Dopo l’allenamento, come sessione dedicata alla flessibilità, o prima di andare a letto. Lo stretching statico è alla base dello sviluppo della flessibilità.
Esempio: Toccarti le punte dei piedi e mantenere la posizione per 45 secondi.
Stretching dinamico
Prevede movimenti controllati attraverso tutto il range di movimento, senza mantenere una singola posizione.
Come funziona: Muovi il corpo in modo attivo, facendo compiere alle articolazioni tutto il loro range di movimento in modo ritmico.
Durata: 10-15 ripetizioni per movimento, oppure 30-60 secondi di movimento continuo.
Quando usarlo: Prima dell’allenamento, come riscaldamento, o appena svegli per scrollarsi di dosso la rigidità.
Esempio: Slanci delle gambe, rotazioni delle braccia, affondi camminati.
Stretching PNF (Facilitazione Neuromuscolare Propriocettiva)
Questa tecnica prevede la contrazione di un muscolo prima di allungarlo, di solito con un compagno o usando una resistenza.
Come funziona: La contrazione muscolare innesca meccanismi neurologici che permettono un maggiore rilassamento e allungamento successivi.
Durata: Contrai per 5-10 secondi, poi allunga per 20-30 secondi.
Quando usarlo: Quando sei in fase di stallo con lo stretching statico, o quando lavori con un compagno o un terapista.
Esempio: Contrai i femorali spingendo la gamba contro una resistenza per 6 secondi, poi rilassati e allunga più in profondità.
Per i principianti: concentrati su statico e dinamico
Come principiante, lo stretching statico e dinamico andranno benissimo. Le tecniche PNF potranno essere aggiunte in seguito, una volta consolidata una pratica costante.
Quanto spesso e per quanto tempo
La variabile più importante nello sviluppo della flessibilità è la costanza. La ricerca dimostra regolarmente che una pratica costante produce risultati migliori rispetto a sessioni intense ma occasionali.
Frequenza consigliata
Dose minima efficace: 2-3 sessioni a settimana Ottimale per progredire: 4-6 sessioni a settimana Mantenimento: 2-3 sessioni a settimana una volta raggiunti i tuoi obiettivi
Fare stretching tutti i giorni è sicuro per la maggior parte delle persone e può accelerare i progressi, ma anche solo tre sessioni a settimana produrranno miglioramenti misurabili nel tempo.
Durata della sessione
Mantenimento veloce: 5-10 minuti Sviluppo mirato: 15-25 minuti Sessione completa: 30-45 minuti
Per i principianti, iniziare con sessioni da 10-15 minuti è l’ideale. È un tempo sufficiente per lavorare sui principali gruppi muscolari senza che diventi un peso.
Durata della tenuta
La ricerca suggerisce di mantenere gli allungamenti statici per 30-60 secondi per uno sviluppo ottimale della flessibilità.3 Tenute più brevi (sotto i 15 secondi) potrebbero non fornire uno stimolo sufficiente, mentre tenute più lunghe mostrano rendimenti decrescenti per la maggior parte delle persone.
Quando inizi, 30 secondi per esercizio sono un obiettivo ragionevole.
Esercizi di stretching essenziali per principianti
Questi otto esercizi si concentrano sulle aree solitamente più rigide. Insieme, formano una routine completa per tutto il corpo che richiede circa 15 minuti.
1. Rotazioni e inclinazioni del collo
Perché: La vita moderna (smartphone, computer) crea una tensione cronica al collo.
Come eseguirlo:
- Inclina dolcemente la testa da un lato, portando l’orecchio verso la spalla
- Mantieni per 20-30 secondi, poi cambia lato
- Ruota lentamente la testa in cerchio, 5 volte in ogni direzione
- Evita di forzare o schiacciare il collo all’indietro
2. Rotazioni delle spalle e allungamento incrociato
Perché: Le spalle si irrigidiscono a causa del lavoro alla scrivania e dello stress.
Come eseguirlo:
- Ruota le spalle all’indietro compiendo ampi cerchi, 10 volte
- Poi ruotale in avanti, 10 volte
- Per l’allungamento incrociato: porta un braccio davanti al petto, usa l’altra mano per tirarlo delicatamente verso di te
- Mantieni per 20-30 secondi per lato
3. Gatto-Mucca
Perché: Mobilizza l’intera colonna vertebrale, che si irrigidisce stando seduti a lungo.
Come eseguirlo:
- Mettiti in quadrupedia (mani e ginocchia a terra)
- Inspira: inarca la schiena verso il basso, solleva la testa e il coccige (mucca)
- Espira: arrotonda la colonna verso il soffitto, spingi il mento verso il petto e il coccige in dentro (gatto)
- Muoviti lentamente tra le due posizioni per 10-15 respiri
Lo trovi in: La nostra routine Morning Shake Primer usa il gatto-mucca per risvegliare la colonna vertebrale.

4. Allungamento dei flessori dell’anca (Affondo basso)
Perché: Stare seduti mantiene i flessori dell’anca accorciati per ore, rendendo questo esercizio uno dei più necessari nella vita moderna.
Come eseguirlo:
- Inginocchiati su un ginocchio, con l’altro piede in avanti in posizione di affondo
- Ruota il bacino in retroversione (appiattendo la zona lombare)
- Spostati delicatamente in avanti mantenendo la retroversione del bacino
- Dovresti sentire l’allungamento nella parte anteriore dell’anca della gamba in appoggio
- Mantieni per 30-45 secondi per lato

5. Allungamento dei femorali
Perché: I femorali rigidi contribuiscono ai fastidi alla schiena e limitano i movimenti di piegamento.
Come eseguirlo:
- Siediti a terra con una gamba distesa e l’altra piegata con la pianta del piede contro l’interno coscia
- Allungati verso il piede disteso, mantenendo la schiena relativamente dritta
- Mantieni per 30-45 secondi per lato
Alternativa: Sdraiati sulla schiena e tira una gamba verso di te, mantenendola dritta. Usa un asciugamano o una cinghia intorno al piede se necessario.

6. Allungamento del piriforme (Stretching a 4)
Perché: Agisce sui muscoli profondi dell’anca che spesso contribuiscono alla rigidità del bacino e della schiena.
Come eseguirlo:
- Sdraiati sulla schiena con le ginocchia piegate
- Incrocia una caviglia sul ginocchio opposto
- Tira la gamba non incrociata verso il petto
- Mantieni per 30-45 secondi per lato

7. Allungamento dei quadricipiti
Perché: I quadricipiti lavorano costantemente quando cammini e quando ti alzi da una sedia, irrigidendosi spesso.
Come eseguirlo:
- Mettiti in piedi vicino a un muro per mantenere l’equilibrio
- Piega un ginocchio, portando il tallone verso il gluteo
- Afferra la caviglia e tira delicatamente
- Mantieni le ginocchia vicine e il bacino in retroversione
- Mantieni per 30-45 secondi per lato
8. Posizione del bambino
Perché: Questa posizione rilassante allunga dolcemente la schiena, le anche e le spalle, offrendo al contempo un momento di riposo.
Come eseguirlo:
- Inginocchiati a terra e siediti sui talloni
- Piegati in avanti, distendendo le braccia davanti a te
- Appoggia la fronte a terra
- Mantieni per 30-60 secondi, respirando profondamente
Lo trovi in: La nostra routine Bedtime Release Flow si conclude con la posizione del bambino estesa per favorire il rilassamento.

La tua prima settimana: un piano semplice
Giorno 1-2: Impara gli esercizi
Esegui lentamente ciascuno degli otto esercizi. Concentrati sul capire le posizioni piuttosto che spingere per andare in profondità. Mantieni ogni allungamento per soli 20 secondi.
Tempo totale: 10-12 minuti
Giorno 3-4: Costruisci la routine
Esegui tutti e otto gli esercizi con tenute da 30 secondi. Fai attenzione al respiro, cercando di espirare mentre ti rilassi e scendi più in profondità in ogni posizione.
Tempo totale: 12-15 minuti
Giorno 5-7: Consolida la costanza
Continua con la routine completa. Fai caso a quali esercizi ti sembrano più necessari e quali ti riescono più facili. Questa consapevolezza ti aiuterà a personalizzare la tua pratica nel tempo.
Tempo totale: 15 minuti
Dopo la prima settimana, continua con 4-5 sessioni settimanali. La nostra routine Total Body Reset Flow offre un programma strutturato per una pratica continua.
Errori comuni dei principianti
Errore 1: Spingere troppo
Lo stretching deve darti una sensazione di tensione, non di dolore. La mentalità del “no pain, no gain” qui non si applica. Spingersi fino a provare dolore innesca riflessi protettivi che, di fatto, si oppongono all’allungamento.
L’approccio migliore: Lavora a un’intensità di 5-7 su una scala da 1 a 10. Dovresti sentire un allungamento evidente ma riuscire a respirare normalmente.
Errore 2: Trattenere il respiro
Trattenere il respiro attiva la risposta allo stress e aumenta la tensione muscolare. Questo contrasta il rilassamento che stai cercando di ottenere.
L’approccio migliore: Respira in modo lento e continuo. Prova a espirare mentre vai più in profondità in un allungamento.
Errore 3: Molleggiare
Molleggiare (stretching balistico) innesca il riflesso da stiramento, facendo contrarre i muscoli invece di rilassarli. Aumenta anche il rischio di infortuni.
L’approccio migliore: Entra nelle posizioni di stretching lentamente e mantienile in modo stabile.
Errore 4: Saltare il riscaldamento
Fare stretching con i muscoli freddi è meno efficace e comporta un rischio maggiore di infortuni. Anche un breve riscaldamento fa una differenza significativa.
L’approccio migliore: Cammina per 3-5 minuti o fai dei movimenti leggeri prima dello stretching. In alternativa, fai stretching dopo l’allenamento o dopo una doccia calda.
Errore 5: Essere incostanti
Uno stretching sporadico produce solo effetti temporanei. I benefici si accumulano attraverso una pratica regolare nel corso di settimane e mesi.
L’approccio migliore: Pianifica lo stretching come qualsiasi altro appuntamento. Associalo a un’abitudine già esistente (dopo il caffè del mattino, prima di andare a letto) per costruire la costanza.
Errore 6: Paragonarsi agli altri
La flessibilità varia enormemente in base alla genetica, alla storia di allenamento e alla struttura corporea. Paragonarti agli altri non è né utile né motivante.
L’approccio migliore: Tieni traccia dei tuoi progressi. Festeggia i miglioramenti rispetto al tuo punto di partenza.
Errore 7: Allungare solo le zone rigide
Sebbene abbia senso concentrarsi sulle zone rigide, trascurare tutto il resto può creare squilibri. Un approccio total-body è più sostenibile.
L’approccio migliore: Lavora su tutto il corpo, prestando un’attenzione in più alle zone particolarmente rigide.
Cosa aspettarsi: progressi realistici
Settimana 1-2: Familiarità
Stai imparando le posizioni e sviluppando consapevolezza corporea. Potresti sentirti un po’ indolenzito per aver usato i muscoli in modi nuovi. I guadagni in flessibilità sono minimi, ma dovresti sentirti meno rigido dopo ogni sessione.
Settimana 3-4: Adattamento iniziale
Il tuo sistema nervoso sta iniziando ad adattarsi. Potresti notare che gli esercizi ti sembrano leggermente più facili, anche se non sono ancora visibili cambiamenti drastici. La costanza sta gettando le basi per i progressi futuri.
Settimana 5-8: Cambiamenti misurabili
La ricerca indica che i miglioramenti misurabili nel range di movimento compaiono in genere in questo periodo. Potresti notare che riesci ad allungarti di più, a piegarti più in profondità o a muoverti più facilmente nella vita quotidiana.
Mese 3+: Consolidamento
I progressi continuano ma spesso sembrano più lenti. I primi risultati derivavano dall’adattamento neurale (il tuo cervello che impara a tollerare l’allungamento). I cambiamenti più profondi dei tessuti richiedono più tempo. La pazienza diventa essenziale.
A lungo termine
Con una pratica costante per mesi e anni, la maggior parte delle persone può ottenere miglioramenti significativi nella flessibilità. Tuttavia, la genetica impone dei limiti. Non tutti raggiungeranno gli stessi range di movimento, indipendentemente dall’impegno.
Quando fare stretching
Non esiste un momento “migliore” in assoluto per fare stretching. Il momento ideale è quello in cui riuscirai a farlo con costanza.
Mattina
Pro: Aiuta a scrollarsi di dosso la rigidità notturna, può darti energia per la giornata Contro: Potresti essere più rigido e aver bisogno di iniziare in modo più graduale Ideale per: Stretching dinamico, allungamenti statici leggeri
Dopo l’allenamento
Pro: I muscoli sono caldi e flessibili, sei già in modalità allenamento Contro: Potresti essere stanco e tentato di saltarlo Ideale per: Stretching statico per sviluppare la flessibilità
Sera/Prima di dormire
Pro: Favorisce il rilassamento, può migliorare la qualità del sonno Contro: Potresti essere stanco e meno motivato Ideale per: Stretching statico leggero, posizioni rigeneranti
Durante le pause
Pro: Contrasta gli effetti dello stare seduti a lungo Contro: Potrebbe farti sentire a disagio in alcuni contesti Ideale per: Stretching veloce per le zone problematiche (collo, anche)
Attrezzatura per principianti
Non hai bisogno di alcuna attrezzatura per iniziare a fare stretching, ma alcuni oggetti possono migliorare la tua pratica:
Tappetino da yoga: Fornisce ammortizzazione e definisce il tuo spazio di pratica. Non è essenziale, ma rende più comodi gli esercizi a terra.
Cinghia da yoga o asciugamano: Ti aiuta a raggiungere posizioni che altrimenti sarebbero inaccessibili. Particolarmente utile per l’allungamento dei femorali.
Blocchi da yoga: Forniscono supporto nelle posizioni in cui non riesci a toccare terra. Riducono lo sforzo e consentono un corretto allineamento.
Cuscino o coperta piegata: Ammortizza le ginocchia nelle posizioni in ginocchio e può essere posizionato sotto il bacino per gli esercizi da seduti.
Inizia senza attrezzatura per mantenere le cose semplici. Aggiungi gli accessori man mano che individui esigenze specifiche.
Domande frequenti
Devo fare stretching prima o dopo l’allenamento?
Prima: Usa lo stretching dinamico (basato sul movimento) per preparare il corpo. Evita lunghe tenute statiche prima di attività di forza o potenza.
Dopo: Usa lo stretching statico per sviluppare la flessibilità. Dopo l’allenamento, i muscoli sono caldi e ricettivi all’allungamento.
Lo stretching deve fare male?
No. Lo stretching deve creare una chiara sensazione di allungamento o tensione, ma non di dolore. Se un esercizio fa male, o stai spingendo troppo o la posizione non è adatta a te.
Lo stretching può sostituire l’allenamento?
Lo stretching è una componente del fitness, non un sostituto dell’allenamento cardiovascolare e di forza. Un programma di fitness completo include tutti e tre gli elementi.
In quanto tempo vedrò i risultati?
La maggior parte delle persone nota di sentirsi meno rigida entro 1-2 settimane di pratica costante. I miglioramenti misurabili nella flessibilità richiedono in genere 4-8 settimane.
Sono estremamente rigido. Lo stretching può comunque aiutarmi?
Sì. Tutti possono migliorare dal proprio punto di partenza. Essere rigidi significa solo che hai un margine di miglioramento maggiore. Inizia dolcemente e progredisci con gradualità.
Devo allungare ogni muscolo tutti i giorni?
No. Una routine total-body 3-4 volte a settimana è sufficiente per la flessibilità generale. Puoi aggiungere un lavoro mirato per le zone particolarmente rigide.
È normale tremare durante lo stretching?
Un leggero tremore può verificarsi quando i muscoli si affaticano in posizioni di allungamento. In genere scompare con la pratica. Se il tremore è intenso, potresti star spingendo troppo.
Costruire abitudini a lungo termine
La sfida più grande con lo stretching non è imparare le tecniche, ma mantenere la costanza nel tempo. Come sostiene James Clear in Atomic Habits, piccole routine ripetute quotidianamente si sommano portando a risultati straordinari a lungo termine. Ecco alcune strategie utili:
Inizia a piccoli passi: Una routine di 5 minuti fatta tutti i giorni batte una routine di 30 minuti fatta occasionalmente.
Associalo ad abitudini esistenti: Fai stretching subito dopo esserti lavato i denti al mattino, o immediatamente dopo l’allenamento, o mentre guardi la TV la sera.
Tieni traccia della tua pratica: Un semplice segno di spunta sul calendario offre motivazione visiva e senso di responsabilità.
Crea uno spazio dedicato: Anche una piccola area in cui il tuo tappetino è sempre pronto riduce gli ostacoli.
Unisciti a un corso o a un gruppo: Dover rendere conto agli altri aiuta alcune persone a mantenere la costanza.
Ricorda perché hai iniziato: Quando la motivazione cala, riconnettiti con i motivi originali che ti hanno spinto a iniziare.
Prossimi passi
Ora hai tutto ciò che ti serve per iniziare a fare stretching:
- Oggi: Prova gli otto esercizi essenziali, mantenendo ciascuno per 20-30 secondi
- Questa settimana: Pratica 3-4 volte, prendendo confidenza con le posizioni
- Questo mese: Stabilisci una routine costante, puntando a 4-5 sessioni settimanali
- In futuro: Esplora le nostre routine mirate per le aree che richiedono un’attenzione in più
La nostra routine Hip Flexibility Foundation rappresenta un naturale passo successivo per la zona più comunemente rigida.
Punti chiave
- La costanza batte l’intensità: Brevi sessioni regolari producono risultati migliori rispetto a sessioni lunghe e occasionali
- Inizia dolcemente: Lo stretching deve darti una sensazione di tensione, non di dolore
- Aspettati progressi graduali: I cambiamenti misurabili richiedono in genere 4-8 settimane
- Respira: Una respirazione lenta favorisce il rilassamento e l’efficacia dello stretching
- Riscaldati prima: Anche solo pochi minuti di movimento preparano il corpo allo stretching
- Sii paziente: La flessibilità si sviluppa in mesi e anni, non in giorni
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Riferimenti
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