Tra gli ottimi esercizi di riscaldamento dinamico ci sono jumping jack, slanci delle gambe frontali e laterali, rotazioni delle anche, knee hug in camminata, quad pull dinamici, hamstring scoop, affondi laterali, runner's lunge con torsione e rotazioni delle braccia. Dedica 5-10 minuti partendo da cardio leggero, passando a movimenti ampi e controllati, fino a drill più rapidi specifici per il tuo workout.
Un riscaldamento dinamico prepara il corpo all’attività mettendolo in movimento, non rimanendo fermi. Muovi le articolazioni attraverso un arco di movimento controllato e gradualmente più ampio: la frequenza cardiaca sale e i muscoli si scaldano prima della prima ripetizione impegnativa o della prima progressione di corsa.
Questa guida è la parte pratica. Se vuoi approfondire il motivo per cui lo stretching in movimento è ideale prima dell’allenamento e le posizioni tenute a lungo dopo, leggi stretching statico o dinamico. Qui troverai gli esercizi, le ripetizioni e l’ordine giusto per completare l’intero riscaldamento in cinque-dieci minuti.

A cosa serve un buon riscaldamento dinamico
Il riscaldamento ha tre obiettivi principali.
Aumentare la temperatura corporea. Un’attività cardio leggera da uno a tre minuti aumenta il flusso sanguigno e rende i muscoli meno rigidi.
Aumentare l’arco di movimento con controllo. Movimenti ampi e fluidi guidano anche, spalle e colonna vertebrale attraverso i gradi di mobilità che utilizzerai più tardi.
Provare il gesto atletico. L’ultima parte del riscaldamento dovrebbe assomigliare al tuo allenamento, solo in versione più facile. Chi corre fa andature e allunghi. Chi solleva pesi esegue serie leggere del primo esercizio in programma.
Una revisione di Behm e Chaouachi raccomanda proprio questo ordine: attività aerobica submassimale, poi stretching dinamico ad ampia escursione, e infine movimenti dinamici specifici per lo sport praticato.1 Una revisione successiva ha rilevato che lo stretching dinamico tende a migliorare l’arco di movimento e può favorire forza, potenza, sprint e salto, mentre lo stretching balistico (fatto di rimbalzi molto veloci) appare meno utile del movimento controllato.2
Come usare questa lista
- Esegui ogni esercizio per 8-12 ripetizioni per lato, oppure per circa 30 secondi.
- Inizia ogni movimento con un’ampiezza ridotta e aumentala gradualmente nelle prime ripetizioni.
- Muoviti con controllo. Dovresti essere in grado di fermarti in qualsiasi punto del movimento.
- Non devi farli tutti e dieci. Scegline cinque o sei adatti al tuo allenamento (guarda le routine di esempio più sotto).
I 10 migliori esercizi di riscaldamento dinamico
1. Jumping Jack
A cosa serve: aumenta la frequenza cardiaca e scalda polpacci, anche e spalle.
Come eseguirlo:
- Posizionati in piedi con i piedi uniti e le braccia lungo i fianchi
- Salta aprendo i piedi verso l’esterno mentre sollevi le braccia sopra la testa
- Torna alla posizione di partenza con un saltello e ripeti a ritmo costante
- Continua per 30-60 secondi
Indicazioni: atterra morbidamente sull’avampiede. Tieni le ginocchia leggermente piegate.
Variante più facile: invece di saltare, fai un passo laterale alternando i piedi. Variante più difficile: fai 60 secondi a un ritmo più veloce, oppure passa allo skip a ginocchia alte negli ultimi 20 secondi.
2. Slanci delle gambe (avanti e indietro)
A cosa serve: muove l’anca in flessione ed estensione, scaldando femorali, flessori dell’anca e glutei.
Come eseguirlo:
- Mettiti di fianco a una parete e appoggia una mano per mantenere l’equilibrio
- Sposta il peso sulla gamba più vicina al muro, tenendo il ginocchio leggermente morbido
- Slancia la gamba esterna avanti e indietro come un pendolo
- Parti con slanci contenuti e aumenta l’ampiezza nell’arco di 4-5 ripetizioni
- Esegui 10-12 slanci per gamba
Indicazioni: mantieni il busto eretto. Il movimento deve partire dall’anca.
Errore comune: calciare il più in alto possibile fin dalla prima ripetizione. Lascia che l’arco di movimento aumenti gradualmente.
Variante più facile: mantieni gli slanci all’altezza del ginocchio. Variante più difficile: stacca la mano dalla parete per allenare l’equilibrio.
3. Slanci laterali delle gambe
A cosa serve: muove l’anca lateralmente, scaldando l’interno coscia (adduttori) e l’esterno dell’anca.
Come eseguirlo:
- Mettiti di fronte a una parete e appoggia entrambe le mani all’altezza del petto
- Sposta il peso su una gamba
- Slancia l’altra gamba verso l’esterno, poi incrociala davanti alla gamba d’appoggio
- Esegui 10-12 slanci per gamba
Indicazioni: mantieni il bacino rivolto verso il muro. Deve muoversi la gamba, non il bacino.
Errore comune: ruotare il busto per far sembrare lo slancio più ampio.
Variante più facile: riduci l’ampiezza degli slanci. Variante più difficile: fai una pausa di un secondo all’apice esterno di ogni slancio.

4. Circonduzioni del bacino
A cosa serve: mobilizza il bacino e la zona lombare in tutte le direzioni. Un ottimo punto di partenza se senti la schiena rigida.
Come eseguirlo:
- In piedi, con i piedi alla larghezza delle spalle e le mani sui fianchi
- Disegna cerchi lenti e ampi con il bacino, come se stessi seguendo il bordo interno di una ciotola
- Esegui 6-8 cerchi in ciascuna direzione
Variante più facile: fai cerchi più piccoli. Variante più difficile: prova l’apertura dell’anca, sollevando un ginocchio e aprendolo verso l’esterno per scaldare i rotatori dell’anca.
5. Ginocchia al petto camminando
A cosa serve: scalda i glutei e la parte posteriore dell’anca, allenando al tempo stesso l’equilibrio su una gamba sola.
Come eseguirlo:
- In piedi a busto eretto, piedi alla larghezza dei fianchi
- Solleva un ginocchio e tiralo verso il petto con entrambe le mani
- Mantieni la posizione per un secondo, poi fai un passo avanti e cambia lato
- Esegui 8 ripetizioni per gamba, camminando in avanti o restando sul posto
Indicazioni: mantieni il busto alto sulla gamba di appoggio e, se l’equilibrio te lo consente, sollevati sull’avampiede.
Errore comune: incurvare la schiena per raggiungere il ginocchio. Porta invece il ginocchio verso di te.
Variante più facile: resta sul posto e appoggia una mano a una parete. Variante più difficile: sollevati sulla punta del piede a ogni ripetizione.
6. Trazioni dinamiche dei quadricipiti
A cosa serve: scalda la parte anteriore della coscia e i flessori dell’anca. È la versione dinamica dello stretching in piedi descritto nella nostra guida allo stretching dei quadricipiti.
Come eseguirlo:
- In piedi a busto eretto, piedi alla larghezza dei fianchi
- Piega un ginocchio e afferra la caviglia con la mano dello stesso lato
- Avvicina il tallone al gluteo per uno o due secondi
- Rilascia, fai un passo avanti e cambia gamba
- Esegui 8 ripetizioni per gamba
Indicazioni: tieni le ginocchia vicine e contrai il gluteo della gamba che si allunga.
Errore comune: inarcare la zona lombare. Mantieni le costole basse e il bacino allineato.
Variante più facile: appoggiati a una parete per l’equilibrio. Variante più difficile: allunga il braccio opposto verso l’alto durante ogni trazione.
7. Slanci per i femorali a terra (hamstring scoops)
A cosa serve: scalda i muscoli posteriori della coscia e i polpacci con una leggera flessione dell’anca. Un’ottima scelta prima di correre o di fare stacchi da terra.
Come eseguirlo:
- In piedi a busto eretto con le mani sui fianchi
- Porta un piede in avanti, appoggia il tallone a terra e solleva le dita
- Fletti le anche all’indietro e fai scivolare entrambe le mani verso il basso come a raccogliere qualcosa verso il piede anteriore
- Ritorna in piedi e ripeti
- Esegui 8-10 ripetizioni per gamba
Indicazioni: mantieni la schiena dritta. Spingi le anche all’indietro invece di piegare la colonna vertebrale in avanti.
Errore comune: bloccare il ginocchio anteriore. Va benissimo tenerlo leggermente piegato.
Variante più facile: riduci l’ampiezza del movimento con le mani. Variante più difficile: cammina in avanti, alternando le gambe a ogni ripetizione. Per altre opzioni per la catena posteriore, consulta la nostra guida sullo stretching dei femorali per runner.
8. Affondi laterali
A cosa serve: scalda l’interno coscia, i glutei e i quadricipiti lavorando sul piano frontale, fondamentale per gli sport di campo e di squadra.
Come eseguirlo:
- In piedi con le gambe divaricate, circa il doppio della larghezza delle spalle
- Sposta il peso su un lato, piegando quel ginocchio e spingendo le anche all’indietro
- Mantieni l’altra gamba distesa con il piede ben saldo a terra
- Spingi con il piede per tornare al centro e ripeti sull’altro lato
- Esegui 6-8 ripetizioni per lato
Indicazioni: assicurati che il ginocchio piegato punti nella stessa direzione delle dita del piede.
Errore comune: staccare il tallone della gamba piegata. Mantieni tutta la pianta a terra.
Variante più facile: scendi solo a metà strada. Variante più difficile: mantieni la posizione bassa per due secondi prima di tornare al centro.
9. Affondo del runner con torsione
A cosa serve: apre i flessori dell’anca, l’interno coscia e la parte alta della schiena in un unico movimento. È il singolo esercizio più completo di questa lista.
Come eseguirlo:
- Parti in posizione di plank con le mani sotto le spalle
- Porta il piede destro all’esterno della mano destra in un affondo profondo
- Solleva il braccio destro e ruota il petto verso l’alto
- Riporta la mano a terra, torna in plank e cambia lato
- Esegui 5 ripetizioni per lato
Indicazioni: mantieni la gamba posteriore distesa e attiva. Segui con lo sguardo la mano che sale.
Errore comune: far crollare il bacino verso il pavimento durante la torsione.
Variante più facile: appoggia il ginocchio posteriore a terra. Variante più difficile: inserisci una breve pausa nell’affondo prima di eseguire la torsione.

10. Circonduzioni delle braccia
A cosa serve: scalda spalle e parte alta della schiena prima di allenare la parte superiore del corpo, nuotare o praticare sport di lancio o con racchetta.
Come eseguirlo:
- In piedi a busto eretto, solleva le braccia lateralmente all’altezza delle spalle
- Disegna piccoli cerchi in avanti, allargandoli progressivamente nell’arco di 10 secondi
- Dopo 15 secondi, inverti il senso di rotazione
- Continua per circa 30 secondi in totale
Indicazioni: tieni le spalle lontane dalle orecchie e i gomiti distesi.
Errore comune: inarcare la zona lombare man mano che i cerchi si allargano. Tieni gli addominali leggermente attivi.
Variante più facile: piega i gomiti e ruota solo le spalle. Variante più difficile: aggiungi subito dopo degli incroci dinamici delle braccia davanti al petto.
Come strutturare il riscaldamento
Usa sempre questa struttura in tre fasi, adattando gli esercizi alla sessione che andrai a svolgere.
| Fase | Tempo | Obiettivo | Esempi |
|---|---|---|---|
| 1. Attivazione cardio | 1-3 minuti | Battito cardiaco e temperatura | Jumping jack, corsetta leggera, skip |
| 2. Mobilità | 3-5 minuti | Arco di movimento con controllo | Slanci gambe, circonduzioni bacino, affondi, torsioni |
| 3. Gesto specifico | 1-3 minuti | Ripetere il movimento principale | Allunghi, serie di avvicinamento leggere, salti, andature |
Prima della corsa (circa 6 minuti)
- Corsa leggera o jumping jack: 1 minuto
- Slanci delle gambe: 10 per gamba
- Slanci laterali: 10 per gamba
- Ginocchia al petto camminando: 8 per gamba
- Slanci per i femorali a terra: 8 per gamba
- Affondo del runner con torsione: 5 per lato
- Da 2 a 4 allunghi a velocità brillante ma controllata
Se preferisci una routine a tempo, segui la sessione da quattro minuti Pre-Run Quick Spark. Prima di un lungo o di una gara, la routine da otto minuti Pre-Run Endurance Primer offre un lavoro ancora più completo.
Prima dell’allenamento con i pesi (circa 6 minuti)
- Jumping jack: 1 minuto
- Circonduzioni del bacino: 6 per direzione
- Affondi laterali: 6 per lato
- Affondo del runner con torsione: 5 per lato
- Circonduzioni delle braccia: 30 secondi
- Due serie leggere del primo esercizio con il bilanciere vuoto o a corpo libero
Per saperne di più, leggi la nostra guida sullo stretching per chi fa pesi.
Prima degli sport di squadra (8-10 minuti)
Segui la routine per la corsa, aggiungi gli affondi laterali e le circonduzioni delle braccia, e termina con sprint brevi e cambi di direzione. La routine Dynamic Warm-Up Ignite dura cinque minuti, allena tutto il corpo e include un timer da seguire passo passo.
Il ruolo dello stretching statico
Non è necessario eliminare del tutto lo stretching statico. Una revisione sistematica ha evidenziato che il calo di performance dopo lo stretching statico era legato soprattutto a posizioni mantenute per 60 secondi o più per gruppo muscolare. Tenute più brevi hanno avuto un impatto trascurabile, e lo stretching dinamico ha portato a piccoli miglioramenti se eseguito a pochi minuti dall’attività.3 Se senti un muscolo particolarmente rigido, mantenerlo in allungamento per 15-30 secondi all’inizio del riscaldamento va benissimo, a patto di farlo seguire da movimenti dinamici.
Riserva le posizioni tenute più a lungo al post-allenamento o a una sessione separata dedicata alla flessibilità. La nostra guida sullo stretching per il defaticamento ti offre una routine pensata proprio per questo.
Il riscaldamento previene gli infortuni?
Un riscaldamento strutturato può fare la differenza, soprattutto quando include più del semplice stretching. In un ampio studio condotto su giovani calciatrici, le squadre che hanno seguito un programma di riscaldamento basato su forza, equilibrio e controllo motorio hanno registrato un rischio inferiore di infortuni complessivi, lesioni da sovraccarico e infortuni gravi nel corso di una stagione.4 L’esito principale, relativo agli infortuni agli arti inferiori, non ha raggiunto la significatività statistica: si tratta quindi di un dato incoraggiante, sebbene non definitivo.
Errori comuni nel riscaldamento
- Partire troppo forte subito. Il primo minuto deve sembrare facile. La velocità si aumenta solo alla fine.
- Molleggiare a fine corsa. L’obiettivo è muoversi con controllo, non dare strappi bruschi all’apice di ogni slancio.
- Scaldare i distretti muscolari sbagliati. Prima di correre, dai priorità ad anche, femorali e polpacci. Prima della panca piana, concentrati su spalle e parte alta della schiena.
- Trasformare il riscaldamento in un allenamento vero e proprio. Se ti senti già stanco prima di iniziare, è stato troppo lungo o troppo intenso.
Quando fare attenzione
Il riscaldamento dinamico è a basso rischio per la maggior parte delle persone, ma è bene fare attenzione in caso di:
- Recente stiramento muscolare o trauma articolare. Mantieni l’arco di movimento ridotto e senza dolore, seguendo le indicazioni del tuo fisioterapista.
- Protesi d’anca o di ginocchio. Chiedi al chirurgo o al fisioterapista quali movimenti sono consentiti, in particolare per affondi profondi o movimenti che incrociano la gamba oltre la linea mediana del corpo.
- Problemi di equilibrio. Esegui tutti gli esercizi in piedi accanto a una parete o a una sedia stabile.
- Gravidanza. Evita i salti se provocano fastidio e riduci la profondità degli affondi man mano che il baricentro si sposta.
Rivolgiti a un medico se avverti dolori acuti, un dolore che altera il modo in cui ti muovi, gonfiore articolare, formicolii o intorpidimento durante il riscaldamento. Chiedi un parere medico anche se compaiono dolore al petto, insolito fiato corto o vertigini durante uno sforzo leggero.
Domande frequenti
Quanto deve durare un riscaldamento dinamico?
Da cinque a dieci minuti sono sufficienti per la maggior parte degli allenamenti. Dedica da uno a tre minuti all’attivazione aerobica leggera, da tre a cinque minuti agli esercizi dinamici, e da uno a tre minuti a gesti specifici per la tua sessione. Allenamenti più lunghi e intensi, o giornate particolarmente fredde, possono richiedere l’estremo superiore di questo intervallo.
Posso fare un riscaldamento dinamico tutti i giorni?
Sì. Gli esercizi sono a bassa intensità e sono perfetti per una pratica quotidiana, sia prima di allenarti che come breve pausa di movimento al mattino. Appena svegli, qualche minuto di slanci per le gambe, rotazioni del bacino e circonduzioni delle braccia è un modo ideale per iniziare la giornata senza bisogno di attrezzi.
Ha senso fare stretching statico prima dell’attività fisica?
Sì, purché le tenute siano brevi. Mantenere la posizione per meno di 60 secondi per muscolo ha un impatto minimo sulla performance, specialmente se fai seguire movimenti dinamici. Riserva le tenute prolungate al post-allenamento o a sessioni dedicate alla flessibilità, quando la prestazione nei minuti successivi non è più un fattore.
Che differenza c’è tra stretching dinamico e balistico?
Lo stretching dinamico sfrutta movimenti controllati che puoi arrestare in qualsiasi momento, aumentando l’arco di movimento in modo graduale. Lo stretching balistico utilizza invece rimbalzi rapidi e scatti al limite dell’estensione articolare. Le evidenze scientifiche suggeriscono che lo stretching dinamico controllato è molto più utile prima dell’esercizio rispetto a quello balistico, oltre a comportare un rischio decisamente inferiore di lesioni muscolari.
Concetti chiave
- Prima muoviti, poi mobilizza, infine prova il gesto: cardio leggero per cominciare, movimenti ampi e controllati a seguire, andature specifiche alla fine
- Da cinque a dieci minuti bastano: il riscaldamento deve prepararti, non stancarti
- Il controllo batte la velocità: aumenta l’ampiezza in modo graduale ed evita i rimbalzi
- Adatta il riscaldamento al tipo di sforzo: anche e gambe per la corsa, spalle e anche per i pesi
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Riferimenti bibliografici
Behm DG, Chaouachi A. (2011). A review of the acute effects of static and dynamic stretching on performance. European Journal of Applied Physiology, 111(11), 2633-2651. PubMed ↩︎
Opplert J, Babault N. (2018). Acute Effects of Dynamic Stretching on Muscle Flexibility and Performance: An Analysis of the Current Literature. Sports Medicine, 48(2), 299-325. PubMed ↩︎
Behm DG, Blazevich AJ, Kay AD, McHugh M. (2016). Acute effects of muscle stretching on physical performance, range of motion, and injury incidence in healthy active individuals: a systematic review. Applied Physiology, Nutrition, and Metabolism, 41(1), 1-11. PubMed ↩︎
Soligard T, Myklebust G, Steffen K, et al. (2008). Comprehensive warm-up programme to prevent injuries in young female footballers: cluster randomised controlled trial. BMJ, 337, a2469. PubMed ↩︎