Stile di vita

Stretching post-corsa: 8 esercizi per polpacci e anche

I migliori allungamenti post-corsa per polpacci, quadricipiti, glutei e interno coscia. Istruzioni dettagliate, tempi e routine per corse brevi e lunghe.

Ottimi allungamenti post-corsa sono lo stretching per i polpacci a gamba tesa e piegata, il quadricipite in piedi, i flessori dell'anca in ginocchio, la figura 4 a terra, il piegamento a gambe incrociate e la farfalla. Cammina prima per qualche minuto, poi mantieni ogni posizione per 30-60 secondi per lato con una leggera tensione, senza molleggi.

Finisci la corsa, blocchi l’orologio e l’ultima cosa di cui hai voglia sono altri dieci minuti di esercizio. Ecco perché la maggior parte dei runner salta lo stretching o si limita a tirare al volo un quadricipite davanti alla porta di casa. Eppure i muscoli che lavorano di più durante la corsa sono proprio quelli che il mattino dopo si fanno sentire: polpacci, quadricipiti, flessori dell’anca e glutei.

Questa guida raccoglie gli otto allungamenti più importanti dopo la corsa, come eseguirli al meglio e come incastrarli nei pochi minuti che hai a disposizione. Ci concentreremo su gambe e anche. I femorali meritano una guida a parte, lo stretching dei femorali per i runner, quindi qui li toccheremo solo brevemente.

Leaning Calf
The straight-knee calf stretch against a wall targets the upper calf after running

Cosa può fare (e cosa no) lo stretching post-corsa

Cosa non fa: una revisione sistematica di studi clinici randomizzati ha evidenziato che lo stretching post-allenamento non ha alcun effetto sui dolori muscolari a 24, 48 o 72 ore, né sul recupero della forza, rispetto al semplice riposo.1 Inoltre, lo stretching da solo non sembra prevenire gli infortuni sportivi. Una meta-analisi di 25 studi su oltre 26.000 partecipanti ha riscontrato che i programmi di allungamento non apportano benefici nella prevenzione degli infortuni, mentre l’allenamento della forza li ha ridotti a meno di un terzo.2

Cosa fa bene: lo stretching è un ottimo alleato per mantenere o migliorare il tuo range di movimento. L’American College of Sports Medicine raccomanda esercizi di flessibilità per ogni gruppo muscolare principale almeno due giorni a settimana, dedicando circa 60 secondi in totale a ogni esercizio.3 Dopo una corsa i muscoli sono già caldi e mantenere quest’abitudine diventa facilissimo.

Considera quindi lo stretching post-corsa come una routine per mantenere la tua mobilità e un momento per defaticare con calma, non come una cura miracolosa contro i dolori muscolari. Se vuoi approfondire la fisiologia generale del defaticamento, dai un’occhiata alla nostra guida sullo stretching per il defaticamento.

Prima di allungarti: cammina un po'

Non passare all’istante dal ritmo di corsa a uno stretching profondo. Cammina per 3-5 minuti, finché il respiro non torna regolare. Questo aiuta la frequenza cardiaca a scendere gradualmente e ti permette di avere più equilibrio quando sarai su una gamba sola negli allungamenti in piedi.

Poi, segui queste semplici regole per ogni esercizio:

Gli 8 migliori allungamenti dopo la corsa

Iniziamo con gli esercizi in piedi, per poi passare a terra.

1. Allungamento del polpaccio a ginocchio teso

Cosa allunga: il gastrocnemio, il muscolo superiore del polpaccio che ti dà la spinta a ogni singolo passo

Come eseguirlo:

L’errore più comune: ruotare il piede posteriore verso l’esterno. Le dita devono puntare dritte davanti a te.

Versione più facile: fai un passo indietro più corto. Versione più intensa: appoggia l’avampiede posteriore su un gradino o sul cordolo di un marciapiede e lascia scendere il tallone verso il basso.

2. Allungamento del soleo a ginocchio piegato

Cosa allunga: il soleo, il muscolo più profondo del polpaccio che si trova sotto il gastrocnemio e assorbe gran parte del carico nelle corse di resistenza

Soleus Stretch
Bending both knees moves the stretch down to the soleus and the Achilles area

Come eseguirlo:

L’errore più comune: tenere il ginocchio posteriore teso. Il soleo si allunga a dovere solo a ginocchio piegato, ed è per questo che viene quasi sempre dimenticato nelle routine post-corsa.

Versione più facile: appoggiati a una parete per l’equilibrio e piega meno le ginocchia. Versione più intensa: eseguilo con il piede posteriore su un gradino, a ginocchio piegato, lasciando scendere lentamente il tallone. Per approfondire la parte inferiore della gamba, leggi la nostra guida su stretching dei polpacci e mobilità della caviglia.

3. Allungamento del quadricipite in piedi

Cosa allunga: i quadricipiti, che controllano l’impatto al suolo a ogni passo, soprattutto nelle discese

Come eseguirlo:

L’errore più comune: inarcare la parte bassa della schiena e lasciare che il ginocchio scivoli in avanti. Così facendo trasformi un allungamento per i quadricipiti in un’estensione lombare.

Versione più facile: usa un asciugamano o la giacca a vento attorno alla caviglia per aiutarti ad afferrarla. Versione più intensa: contrai il gluteo della gamba che si sta allungando per sentire ancora di più l’apertura sul davanti dell’anca.

4. Allungamento dei flessori dell’anca in ginocchio

Cosa allunga: lo psoas e gli altri flessori dell’anca, che guidano l’avanzamento della gamba migliaia di volte durante ogni corsa

Kneeling Psoas
The kneeling psoas stretch opens the front of the hip and the side of the body

Come eseguirlo:

L’errore più comune: affondare troppo in avanti inarcando la schiena. È molto più efficace un movimento contenuto, mantenendo il bacino controllato.

Versione più facile: metti una giacca piegata o un asciugamano sotto il ginocchio a terra. Versione più intensa: appoggia il piede posteriore su una panca o su un muretto per coinvolgere anche il quadricipite. Se la parte anteriore dell’anca è sempre rigida, leggi perché i flessori dell’anca sono sempre contratti.

5. Figura a 4 da distesi

Cosa allunga: i glutei e i rotatori profondi dell’anca, fondamentali per mantenere il bacino stabile a ogni appoggio

Lying Figure Four
The lying figure four releases the glutes without loading tired knees

Come eseguirlo:

L’errore più comune: sollevare la testa e le spalle dal pavimento per riuscire a prendere la coscia. Aiutati con un asciugamano attorno alla gamba, così la parte superiore del corpo rimarrà rilassata.

Versione più facile: tieni il piede a terra oppure appoggialo contro una parete. Versione più intensa: prova la posizione del piccione, con la tibia anteriore posizionata in diagonale sul tappetino.

6. Piegamento in avanti a gambe incrociate

Cosa allunga: la parte esterna dell’anca e il lato della coscia, insieme ai femorali

Come eseguirlo:

L’errore più comune: bloccare le ginocchia tese. Mantenerle morbide permette all’allungamento di concentrarsi su anca e coscia anziché dietro al ginocchio.

Versione più facile: appoggia le mani sulle cosce. Versione più intensa: cammina con le mani verso il lato del piede posteriore per intensificare lo stretch sull’esterno dell’anca. La bandelletta ileotibiale in sé non si allunga quasi per nulla, ma questa posizione dona grande sollievo ai muscoli circostanti. Nella nostra guida allo stretching per la bandelletta ileotibiale ti spieghiamo il perché.

7. Farfalla

Cosa allunga: gli adduttori, i muscoli dell’interno coscia che stabilizzano le gambe nei movimenti laterali

Come eseguirlo:

L’errore più comune: incurvare la schiena nel tentativo di portare la testa verso i piedi. Molto meglio mantenere la colonna allungata e inclinarsi appena in avanti.

Versione più facile: allontana i piedi dal bacino. Versione più intensa: avvicina di più i talloni al corpo.

8. Allungamento dolce dei femorali

Cosa allunga: i muscoli ischiocrurali (femorali)

Come eseguirlo:

Dopo allenamenti intensi o sessioni veloci, mantieni questo allungamento davvero leggero. La nostra guida sullo stretching dei femorali per i runner approfondisce altre varianti e quando è meglio utilizzarle.

Routine post-corsa in base all’allenamento

Dopo una corsa rigenerante o leggera (5 minuti)

  1. Allungamento del polpaccio a ginocchio teso: 30 secondi per lato
  2. Allungamento del quadricipite in piedi: 30 secondi per lato
  3. Allungamento dei flessori dell’anca in ginocchio: 45 secondi per lato
  4. Figura a 4 da distesi: 45 secondi per lato

La sessione Post-Run Reset è una variante guidata di cinque minuti con timer integrato.

Dopo un medio o un lavoro a intervalli (8 minuti)

Cammina per 5 minuti prima di iniziare. Poi:

  1. Allungamento del polpaccio a ginocchio teso: 30 secondi per lato
  2. Allungamento del soleo a ginocchio piegato: 30 secondi per lato
  3. Allungamento del quadricipite in piedi: 30 secondi per lato
  4. Allungamento dei flessori dell’anca in ginocchio: 45 secondi per lato
  5. Figura a 4 da distesi: 45 secondi per lato
  6. Allungamento dolce dei femorali: 30 secondi per lato

Non forzare l’intensità. La routine Post-Run Builder segue una struttura simile.

Dopo un lungo (12 minuti)

I lunghi mettono a dura prova soprattutto polpacci e anche, perciò concediti qualche minuto in più.

  1. Allungamento del polpaccio a ginocchio teso: 45 secondi per lato
  2. Allungamento del soleo a ginocchio piegato: 45 secondi per lato
  3. Allungamento del quadricipite in piedi: 45 secondi per lato
  4. Piegamento in avanti a gambe incrociate: 30 secondi per lato
  5. Allungamento dei flessori dell’anca in ginocchio: 60 secondi per lato
  6. Figura a 4 da distesi: 60 secondi per lato
  7. Farfalla: 60 secondi

Puoi seguire passo passo la sessione Post-Run Immersion, una routine guidata di 11 minuti pensata appositamente per le uscite lunghe.

Gli errori più comuni tra i runner

Fare stretching a freddo dopo una lunga pausa: se dopo la corsa ti fermi a chiacchierare per venti minuti, cammina di nuovo per qualche minuto prima di metterti ad allungare i muscoli.

Tirare troppo sui muscoli indolenziti: se il giorno dopo una gara o un lungo hai gambe pesanti e dolori, l’indicazione è andarci più piano, non più forte. In quelle giornate, una camminata rilassante o una pedalata agile danno spesso molto più sollievo di uno stretching aggressivo.

Allungare solo i quadricipiti: nei runner i polpacci e i flessori dell’anca tendono a essere persino più contratti dei quadricipiti, eppure finiscono quasi sempre trascurati.

Sostituire il potenziamento con lo stretching: dal momento che l’allenamento della forza ha basi scientifiche decisamente più solide nella prevenzione degli infortuni rispetto allo stretching, inserisci calf raise, squat su una gamba sola e ponti per i glutei due o tre volte a settimana.2

Quando prestare attenzione

Quando rivolgersi a un professionista

Un fisioterapista sportivo saprà valutare la situazione e aiutarti ad aggiustare il carico di allenamento.

I punti chiave

Domande frequenti

Quanto tempo dovrei dedicare allo stretching dopo la corsa?

Dopo una corsa facile bastano cinque minuti per coprire le zone chiave: polpacci, quadricipiti, flessori dell’anca e glutei, con una tenuta di 30-45 secondi per esercizio. Dopo un’uscita lunga, dieci-dodici minuti ti permettono di mantenere le posizioni più a lungo e di aggiungere il lavoro su soleo, esterno anca e interno coscia.

Saltare lo stretching dopo aver corso fa male?

Se ti capita di saltarlo ogni tanto non succede nulla di grave. Gli studi confermano che lo stretching post-corsa non riduce i dolori del giorno dopo né previene da solo gli infortuni. Tuttavia, se il tuo obiettivo è preservare o migliorare la flessibilità, farlo subito dopo aver corso è il momento più comodo in assoluto: i muscoli sono già caldi ed è facilissimo farlo diventare un’abitudine.

Meglio allungarsi subito dopo la corsa o più tardi?

L’ideale è dedicarsi allo stretching entro una trentina di minuti dalla fine dell’allenamento, subito dopo una breve camminata defaticante, approfittando del calore muscolare. Se non puoi farlo subito, va benissimo anche una sessione a parte più tardi nella giornata. In questo caso, ricordati di camminare o muoverti per qualche minuto per non iniziare a muscoli completamente freddi.

Posso fare stretching dopo una gara o un allenamento molto duro?

Sì, ma con estrema delicatezza. Dopo una gara i muscoli sono provati e presentano microlesioni fisiologiche. Scegli posizioni rilassanti come la figura a 4 a terra e un allungamento blando per i polpacci, fermandoti a una tensione davvero minima. Rimanda il lavoro di mobilità più profondo a qualche giorno dopo, quando i dolori muscolari saranno passati.

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Riferimenti


  1. Afonso J, Clemente FM, Nakamura FY, et al. (2021). The Effectiveness of Post-exercise Stretching in Short-Term and Delayed Recovery of Strength, Range of Motion and Delayed Onset Muscle Soreness: A Systematic Review and Meta-Analysis of Randomized Controlled Trials. Frontiers in Physiology, 12, 677581. PubMed ↩︎

  2. Lauersen JB, Bertelsen DM, Andersen LB. (2014). The effectiveness of exercise interventions to prevent sports injuries: a systematic review and meta-analysis of randomised controlled trials. British Journal of Sports Medicine, 48(11), 871-877. PubMed ↩︎ ↩︎

  3. Garber CE, Blissmer B, Deschenes MR, et al. (2011). American College of Sports Medicine position stand. Quantity and quality of exercise for developing and maintaining cardiorespiratory, musculoskeletal, and neuromotor fitness in apparently healthy adults: guidance for prescribing exercise. Medicine and Science in Sports and Exercise, 43(7), 1334-1359. PubMed ↩︎

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